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Prof. Giacomo Novara — Urologia, Università di Padova

Incontinenza Urinaria da Sforzo nella Donna e Prolassi Genitourinari

Uroginecologia — Patologie benigne del pavimento pelvico femminile

L'uroginecologia si occupa delle patologie benigne dell'apparato genitourinario femminile: incontinenza urinaria da sforzo e prolassi genitourinari. Queste due condizioni sono spesso due facce della stessa medaglia — entrambe espressione di un danno dei meccanismi di supporto del pavimento pelvico, non degli organi stessi. Frequenti, spesso non diagnosticate, e trattabili con alta efficacia.

📋 Definizioni — Incontinenza urinaria

L'incontinenza urinaria è qualsiasi perdita involontaria di urina attraverso l'uretra. Si distinguono tre forme principali, con fisiopatologia e trattamento differenti:

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Incontinenza da sforzo (SUI)

Perdita di urina durante sforzi fisici, tosse, starnuti o qualsiasi aumento della pressione endoaddominale. Non è preceduta da urgency. È la forma di cui ci occupiamo oggi.

Incontinenza da urgenza

Perdita preceduta da urgency irrefrenabile. È l'espressione dell'iperattività detrusoriale. Trattamento: anticolinergici, beta-3 agonisti, tossina botulinica.

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Incontinenza mista

Coesistenza di entrambe le forme. La più difficile da trattare: non esiste un unico farmaco o intervento che le corregga entrambe contemporaneamente.

📌 Sintomo, segno, rilievo urodinamico: l'incontinenza è un sintomo (quanto riferisce la paziente), un segno (quanto si osserva allo stress test) e un rilievo urodinamico. La cosa più importante è il sintomo: se la paziente la riferisce, è reale anche se non documentabile nell'ambulatorio.

📊 Epidemiologia

6–12%
Donne con incontinenza da sforzo nella vita
10–50%
Donne con prolasso genitourinario all'esame obiettivo
30–40%
Rischio di recidiva del prolasso senza rete (colporrafia anteriore)
12%
Rischio di erosione con mesh in prolene per via vaginale

Le stime variano molto tra gli studi a seconda del setting clinico. Molte donne non cercano trattamento, considerando erroneamente l'incontinenza una conseguenza normale dell'invecchiamento. Non lo è. La prevalenza dei prolassi si sta riducendo nelle aree ad alta reddito, in parallelo con il calo della natalità.

🔬 Fisiopatologia — perché insorge l'incontinenza da sforzo

La continenza urinaria nella donna dipende dallo sfintere striato e dai meccanismi di supporto dell'uretra. Il danno a uno o entrambi questi elementi determina incontinenza.

Meccanismo 1
Deficit sfinterico intrinseco (ISD)

Danno diretto allo sfintere striato uretrale o alla sua innervazione, da: chirurgia pelvica (isterectomia, resezione del retto), radioterapia, traumi. La continenza è compromessa perché il meccanismo di chiusura è danneggiato indipendentemente dalla posizione dell'uretra.

Meccanismo 2 · Il più frequente
Ipermobilità uretrale

Indebolimento della muscolatura del pavimento pelvico che sostiene la parete posteriore dell'uretra. Durante gli aumenti di pressione endoaddominale, la parete posteriore si allontana da quella anteriore, aprendo il lume uretrale. Lo sfintere può essere integro, ma manca il supporto.

Molte pazienti hanno entrambi i meccanismi contemporaneamente. Il concetto unificante: non è la vescica né l'uretra a essere malate — è il pavimento pelvico che non sostiene più adeguatamente le strutture.

📐 Prolassi genitourinari — classificazione

I prolassi insorgono per lo stesso motivo dell'incontinenza: cedimento dei meccanismi muscolo-legamentosi di supporto del pavimento pelvico. Gli organi prolassanti sono anatomicamente sani. I prolassi sono frequentemente multicompartimentali.

Anteriore · nostro dominio
Cistocele / Colpocele anteriore

Discesa della vescica che impronta la parete vaginale anteriore. Sinonimi: prolasso parete vaginale anteriore, colpocele anteriore, cistocele.

Apicale · nostro dominio
Isterocele / Prolasso cupola vaginale

Se utero presente: discesa dell'utero (isterocele). Se utero assente (dopo isterectomia): prolasso della cupola vaginale (vault prolapse, colprocele).

Posteriore · ai proctologi
Rettocele / Colpocele posteriore

Discesa della parete rettale anteriore che impronta la parete vaginale posteriore. Gestito dai proctologi, non dagli urologi.

Grading di Baden-Walker (sistema pratico)

Il sistema più usato nella pratica clinica per la sua rapidità (30 secondi). Il piano di riferimento è l'introitus vaginale (piano dell'imene).

Grado 0

Nessun prolasso — posizione normale degli organi.

Grado 1

A metà strada tra la posizione normale e il piano dell'imene.

Grado 2

Il prolasso raggiunge il piano dell'imene.

Grado 3

Oltre il piano dell'imene ma non al massimo discensus.

Grado 4

Massimo descensus possibile — prolasso completo.

⚠️ Fattori di rischio

🤰Parti vaginaliIl principale fattore. Rischio proporzionale al numero di parti, al peso del neonato, alla durata del travaglio. Parti cesarei → quasi azzerano il rischio di prolasso.
👴InvecchiamentoRiduzione dell'efficacia e del trofismo della muscolatura del pavimento pelvico. Il prolasso è raro nelle trentenni.
⚖️ObesitàIl peso corporeo aumenta il carico cronico sulla muscolatura pelvica. Il dimagramento è parte del trattamento.
🚽Stipsi cronicaLo sforzo addominale ripetuto nel tempo danneggia il pavimento pelvico.
🫁Tosse cronicaPressione endoaddominale cronica e ripetuta. Smettere di fumare è parte del trattamento.
🔪IsterectomiaRimozione dell'utero può alterare i legamenti di supporto del pavimento pelvico, incrementando il rischio di prolasso della cupola vaginale.

🔍 Inquadramento diagnostico

1
Anamnesi mirata

Numero di gravidanze e parti (tipo, peso neonati, lacerazioni), storia mestruale e menopausa, stitichezza cronica, tosse cronica, obesità, precedenti chirurgie pelviche e radioterapia.

2
Misurazione dei sintomi urinari (IPSS) e dell'incontinenza (ICIQ-SF)

L'IPSS è validato anche nelle donne. L'ICIQ-SF quantifica frequenza, entità e impatto sulla qualità di vita dell'incontinenza, e identifica la circostanza in cui si perde (sforzo vs urgenza vs entrambi).

3
Valutazione del bulging vaginale e sintomi intestinali

Il senso di "pallina in vagina" o di protrusione è il sintomo cardine del prolasso. Peggiora nel corso della giornata e con l'attività fisica, migliora al mattino e a riposo.

4
Esame obiettivo — stress test

Vescica riempita a 300 mL, paziente in piedi: si chiede di spingere con la pancia e di fare saltelli. La perdita di urina osservata documenta l'incontinenza da sforzo. Il Q-Tip test (cottonfiocco nell'uretra) misura l'ipermobilità uretrale: spostamento >30° durante il Valsalva indica un deficit del supporto muscolare.

5
Esplorazione vaginale + grading del prolasso

Valutazione di ogni compartimento (anteriore, apicale, posteriore) con il sistema di Baden-Walker. Esplorazione rettale per valutare tono sfinteriale e rettocele.

6
Studio urodinamico

Non obbligatorio ma raccomandato prima di ogni chirurgia. Documenta l'incontinenza da sforzo urodinamica e la presenza di iperattività detrusoriale concomitante. Nelle pazienti con prolasso è particolarmente utile perché il prolasso può fare da "tappo" mascherando un'incontinenza latente: lo studio si ripete con il prolasso ridotto da un pessario.

7
Ecografia apparato urinario

Non raccomandata dalle linee guida come obbligatoria ma eseguita routinariamente: morfologia renale/vescicale, residuo post-minzionale.

💊 Trattamento dell'incontinenza urinaria da sforzo

Prima linea: misure comportamentali e riabilitazione

💧 Restrizione idrica

Meno si beve, meno si perde. Obiettivo: diuresi ~1500 mL/die.

⚖️ Calo ponderale

Nelle pazienti obese il dimagramento riduce il carico sul pavimento pelvico e può migliorare la continenza.

🏋️ Riabilitazione pavimento pelvico

Esercizi di Kegel con il fisiatra. Spesso non risolutiva ma utile per differire la chirurgia, soprattutto nelle donne giovani.

🚫 Rimozione dei fattori causali

Smettere di fumare (tosse cronica), trattare la stipsi, correggere l'obesità.

📌 Terapia medica: la duloxetina (inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina-noradrenalina) aveva una certa efficacia, ma l'indicazione è stata retirata dopo il riscontro di un modesto incremento del rischio suicidario. Oggi non esiste una terapia farmacologica efficace per l'incontinenza da sforzo.

Chirurgia — mid-urethral sling

La rivoluzione terapeutica è stata il tension-free vaginal tape (TVT): una banderella sintetica che non ostruisce l'uretra ma la sospende appena appena. Il meccanismo d'azione è la crescita di tessuto fibrotico nei pori della rete, che forma nuovi legamenti pubo-uretrali.

Standard attuale · Prima scelta
TOT / Mini-sling transotturatoria

La banderella viene posizionata per via vaginale, con gli aghi che passano attraverso il forame otturatorio (TOT) o si arrestano alla membrana otturatoria (mini-sling). Nessuna struttura nobile esposta al rischio. Procedura di 15–20 minuti. Efficacia eccellente nel lungo termine per le forme da ipermobilità uretrale. Rischio di disturbi di svuotamento ~15%, autocateterismo ~4%, urgenza de novo ~15%. Rischio di erosione <1% (quantità di rete minima).

Storico · Non più eseguito
TVT retropubico

La prima versione del tape, con aghi passati alla cieca nello spazio retropubico. Abbandonato per il rischio di lesioni vascolari e viscerali durante il passaggio degli aghi.

Casi selezionati · Raro
Sfintere artificiale uretrale

Indicato solo nelle pazienti con deficit sfinterico intrinseco grave refrattario alle sling (es. dopo chirurgia pelvica demolitiva). Alto rischio di disfunzione nel lungo termine.

Nelle pazienti con ipermobilità uretrale le sling transotturatorie funzionano molto bene. Lo spazio per lo sfintere artificiale è limitato ai casi con deficit sfinterico puro, non risolvibili con sling.

🔧 Trattamento dei prolassi

📌 Principio cardine: non ogni prolasso va trattato. Si tratta solo quello che determina sintomi significativi sulla qualità di vita (sintomi urinari, intestinali, sessuali o senso di bulging invalidante). Un prolasso oligosintomatico si monitora.

Cistocele (prolasso anteriore) — colporrafia anteriore

La riparazione standard è la colporrafia anteriore per via vaginale: incisione della parete vaginale, recupero e sutura dei lembi della fascia pubocervicale, chiusura della parete vaginale. Intervento mini-invasivo, veloce, senza materiale sintetico.

⚖️ Il dilemma della rete per via vaginale nel cistocele

L'aggiunta di una rete in polipropilene riduce il rischio di recidiva del prolasso (13% vs 20%), ma:

  • Rischio di erosione vaginale della rete: 12% (vs 0% senza rete)
  • Per ogni 1000 pazienti trattate con rete → 120 erosioni, ognuna richiedente una chirurgia di rimozione
  • Le recidive senza rete sono prevalentemente di basso grado: la paziente spesso le accetta
  • Il numero di rechirurgie totali è molto più alto con la rete (erosioni + recidive) che senza (solo recidive)

Conclusione: la colporrafia anteriore senza rete rimane lo standard per il cistocele isolato, perché il rischio di erosione della rete per via vaginale è inaccettabilmente alto. Stessa conclusione per la fascia lata cadaverica: non incrementa l'efficacia rispetto al tessuto nativo.

Isterocele (prolasso apicale con utero in sede)

Lo sport nazionale dei ginecologi era l'isterectomia per il prolasso. Oggi questo è sbagliato: l'utero prolassa perché mancano i meccanismi di supporto, non perché è malato. Non ha senso asportare un organo sano. Si preferisce la isteropessi — sospendere l'utero senza rimuoverlo.

Standard attuale · Prima scelta
Isterosacropessi robotica (tecnica "Amor e Psiche")

Una rete a forma di Y viene fissata prossimalmente al promontorio sacrale e distalmente al corpo dell'utero (parete anteriore e posteriore). La rete è per via addominale, non vaginale → rischio di erosione quasi nullo (la cavità addominale è sterile, il tessuto uterino è spesso e solido). Rispetto all'isterectomia: più veloce, meno sanguinamento, meno complicanze, dimissione precoce, recidiva uguale. Rischio di neoplasia occulta sull'utero lasciato in sede: 0,22%.

Se l'utero non può essere conservato
Isterectomia sopracervicale + cervicosacropessi

Se l'utero è malato (fibromi, displasia cervicale, familiarità BRCA, terapia con tamoxifene), ma la cervice è sana: si rimuove il fondo e il corpo dell'utero, si lascia il collo. La rete viene fissata alla cervice residua (tessuto spesso → erosione 0,3%) anziché alla parete vaginale (tessuto sottile → erosione 4%). Il rischio di erosione si riduce di 10 volte rispetto alla colposacropessi totale.

Prolasso cupola vaginale post-isterectomia
Sacrocolposacropessi con fascia lata cadaverica

Quando utero e cervice sono già stati rimossi e bisogna necessariamente applicare la rete sulla parete vaginale, si usa fascia lata cadaverica (tessuto biologico) anziché polipropilene per minimizzare il rischio di infezione e erosione.

📌 Via addominale vs vaginale: qualsiasi rete posizionata per via vaginale ha un rischio di erosione/infezione molto più alto rispetto alla via addominale (la vagina è colonizzata da batteri, la cavità addominale è sterile). Per questo preferiamo un approccio più invasivo per via addominale quando dobbiamo usare materiale sintetico permanente.

🔀 Gestione dell'incontinenza concomitante al prolasso

Quando la paziente ha sia un prolasso che un'incontinenza da sforzo, come ci comportiamo?

Scenario 1
Prolasso senza incontinenza

Si corregge solo il prolasso. Nessuna procedura anti-incontinenza concomitante.

Scenario 2 — Incontinenza latente (occulta)
Prolasso che maschera un'incontinenza

Il prolasso fa da "tappo" uretrale e impedisce le perdite. All'urodinamica con prolasso ridotto (pessario) emerge l'incontinenza. Nostra strategia: correggiamo solo il prolasso e valutiamo nel post-operatorio. Solo le pazienti che effettivamente diventano incontinenti riceveranno poi la sling (circa il 40%).

Scenario 3 — Incontinenza conclamata
Prolasso con incontinenza già presente

Stessa logica: correggiamo solo il prolasso. Se dopo la donna è ancora incontinente, si aggiunge la sling. Perché non farlo subito? Perché se la mettiamo a tutte, mettendo 100 sling per trattarne 40 che effettivamente ne avranno bisogno, avremo 60 sling con rischio di complicanze inutile.

🔢 Il ragionamento numerico (meta-analisi Cochrane)

In donne con prolasso e incontinenza latente, trattando solo il prolasso vs prolasso + sling:

  • Solo prolasso → 39% di incontinenza post-operatoria
  • Prolasso + sling → 12% di incontinenza post-operatoria
  • Per ridurre questa differenza, devo mettere 100 sling a tutte le pazienti
  • Ma solo il 40% avrà davvero bisogno della sling → sto trattando inutilmente il 60%
  • Queste 60 sling "inutili" hanno comunque un rischio di erosione, urgenza de novo, disturbi di svuotamento
  • Conclusione: trattare solo il prolasso, poi la sling solo a chi effettivamente ne ha bisogno

❓ Domande frequenti delle pazienti

No, non è normale. L'incontinenza urinaria da sforzo è una patologia, non una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento. Molte donne non cercano trattamento credendo erroneamente che sia normale, ma esistono soluzioni efficaci — dalla riabilitazione del pavimento pelvico alla chirurgia mini-invasiva. Vale la pena farsi valutare da un urologo o uroginecologico.
Il senso di "pallina" o protrusione in vagina è il sintomo tipico di un prolasso: la discesa della vescica (cistocele), dell'utero (isterocele) o di entrambi attraverso il pavimento pelvico indebolito. È spesso più avvertito durante la giornata o dopo l'attività fisica, e meno al mattino quando ci si alza dal letto. Non è pericoloso di per sé, ma se dà fastidio e impatta sulla qualità della vita merita una valutazione e, se necessario, un trattamento.
Sì, serve — anche se spesso non è risolutiva da sola. La riabilitazione del pavimento pelvico con un fisioterapista specializzato può migliorare la continenza e ridurre il grado del prolasso, soprattutto nelle fasi iniziali o nelle donne giovani. Nelle donne più giovani è particolarmente utile come strategia per differire la chirurgia, che idealmente si fa il più tardi possibile per ridurre il rischio che i materiali sintetici restino nel corpo per decenni. Come minimo, è utile per tutti i casi lievi e come preparazione alla chirurgia.
Non necessariamente — anzi, nella maggior parte dei casi no. L'utero prolassa perché mancano i legamenti e i muscoli che lo sostengono, non perché sia malato. Togliere un organo sano non è più la scelta di prima linea. Oggi si preferisce l'isteropessi: sospendere l'utero al promontorio sacrale con una rete, per via laparoscopica o robotica, lasciando l'utero in sede. Questo approccio è più veloce, con meno complicanze e uguale efficacia rispetto all'isterectomia. L'utero va rimosso solo se è malato (fibromi sintomatici, anomalie al Pap test, storia familiare di cancro ovarico/uterino).
Dipende dal tipo di intervento. Per il cistocele (prolasso della vescica), la tecnica standard prevede la sutura dei propri tessuti senza rete, per evitare il rischio di erosione (12% con rete per via vaginale). Per il prolasso dell'utero trattato per via addominale (robotica), si usa una piccola rete in polipropilene fissata all'osso sacro e al corpo dell'utero — con un rischio di erosione quasi nullo perché la cavità addominale è sterile e il tessuto uterino è spesso. Le reti in polipropilene posizionate per via vaginale in grandi quantità, come si faceva in passato, sono state abbandonate proprio per l'alto rischio di erosione e infezione. Oggi il loro uso è molto limitato e selezionato.

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